mercoledì 2 settembre 2015

Il sermonista, figura intramontabile :)

Parole, tante parole che, compattate tra loro, diventano sermoni inutili.
Mi riferisco alle continue esortazioni che vengono lanciate in azienda per tentare di far cambiare modi e atteggiamenti lavorativi. Inutili ma divertenti. Perché si fanno sermoni? Perché si spera che qualcosa venga raccolto! Si spera, ci si pone aspettative, prima o poi capiranno. Tutto inutile.
I sermonisti non demordono, anzi, si illuminano, si sentono eletti e salvatori, per anni ripetono le stesse cose, sono inesauribili.
Le persone ascoltano e fingono interesse, in quel momento il sermonista raggiunge l'apoteosi. Si sente al top.
Il miglior apprendimento è vivere l'atteggiamento che permette al cambio di metodo.
Vivere l'atteggiamento significa apprenderlo e farlo proprio. Non servono parole, sermoni, massime citazioni. Perché allora i sermonisti continuano? Perché non conoscono, perché si basano sulle parole.
Come fare? La mia risposta? Outdoor training!

martedì 19 maggio 2015

Dialogo tra Cliente e Coach

Cliente: buongiorno, vorrei sapere quali corsi propone riguardanti la leadership
Coach: ci sono diverse modalità per essere leader, lei ha già partecipato a corsi o altre iniziative sull'argomento?
Cliente: si, ho frequentato corsi e incontri e ho finito partecipando ad un master di alto livello.
Coach: master di alto livello, quindi lei conosce molte cose a riguardo.
Cliente: beh, si, considerata la mia posizione in azienda certe cose le devo conoscere
Coach: è bello sapere
Cliente: la conoscenza è importante non bisogna improvvisare
Coach: se conosce tante cose perché vuole partecipare ad un altro corso?
Cliente: per allargare la visione e immagazzinare sempre più conoscenze
Coach: quando deve applicare le nozioni che ha imparato cosa le succede
Cliente: (pausa e lenta inspirazione e espirazione) a volte, quando devo fare, mi capita di sentire un freno dentro di me, so quello che dovrei fare ma...
Coach: a quel punto applica la conoscenza che è più vicina la suo modo di pensare quello che già corrisponde al suo pensiero, ma sente che manca qualcosa, essere leader dentro, la capisco!
Cliente: non so, vorrei cercare un modo per liberare il potenziale che penso di avere, ecco perché le ho chiesto quale corso può offrirmi
Coach: credo che la faccenda sia in questi termini, lei conosce le tecniche ma vorrebbe sapere come pre-disporsi alla leadership. Bene se vuole domani alle ore 6.00 iniziamo un percorso sull'argomento
Cliente: alle 6? In quale aula si tiene l'incontro? Devo portare un blocco appunti o lo trovo sul tavolo? Ci sono pause, sa, devo rimanere in contatto con l'azienda!
Coach: non c'è aula, porti solo se stesso, pause quante ne vogliamo, il telefono, lo dimentichi.
Cliente: ma la struttura del corso com'è?
Coach: vede, noi non trasferiamo nozioni, noi ci occupiamo di forma-azione. Il nostro lavoro è predisporre le persone ad agire. A domani!


mercoledì 8 aprile 2015

Decidi o scegli

Non abusare del termine decidere per darti un tono. Decidere è una parola da usare con rispetto perché implica un lavoro personale molto difficile. 

La scelta è alla portata di molti, la decisione di pochi.

“Se opti per indossare una camicia o l'altra, stai scegliendo due elementi esistenti, non dirmi che decidi”

Decidere e scegliere, la differenza è sostanziale è crea la differenza. Chi sceglie lavora su faccende già esistenti chi decide entra in una dimensione diversa. Chi sceglie valuta quanto è già in essere.
Chi sceglie valuta l'assortimento. Chi sceglie rimane nel consueto. Chi decide, taglia, rischia. Chi decide determina, si attiva per affrontare qualcosa che cambia lo stato attuale.
Chi decide non rimane “nei paraggi”. Decidere è, il più delle volte, uscire dalla nostra routine, dal nostro standard, iniziare un percorso che non abbiamo mai affrontato. 
Tagliare e ricominciare.

Difficile, molto difficile decidere. La paura di rimetterci, meglio scegliere nell'assortimento dalle cose consuete.
Se decidiamo di decidere facciamo, altrimenti, rimangono sogni. Una vita di sogni.
Se scegliamo non aspettiamoci grandi cambiamenti e non pensiamo di sentirci particolarmente dotati. Le scelte sono destinate a ciò che è già disponibile.
Se decidi allenati alla resilienza, concentrati, lascia da parte i condizionamenti e creati le condizioni. Ecco, forse la tua è una vita da sogno è non di sogni.
Oppure attendi che qualcosa possa cambiare, speri....

decìdere v. tr. [lat. decīdĕre, comp. di de- e caedĕre «tagliare», propr. «tagliar via»]

venerdì 27 febbraio 2015

Esperienza

http://www.valsesiaultratrail.it/

venerdì 19 dicembre 2014

domenica 5 ottobre 2014

Prepara oggi quello che vuoi fare domani

Mente e corpo
Sono le esperienze che hanno coinvolto mente e corpo che guidano alla crescita.
Le grandi analisi sul potere della mente, dell'energia che c'è in noi, sono sterili conversazioni.
Parliamo del potenziale che abbiamo, parliamo, più ne parliamo più si addensano idee di speranza e rimandiamo l'azione. Si vive con aspettativa, accadrà qualcosa prima o poi intanto, se ne parla. Si parla per alleviare quel senso di inadeguatezza rimandando l'azione. L'azione, quella cosa che, una volta fatta e pensata, ci rivela cosa possiamo attenderci dal nostro modo di fare. L'azione quella cosa che, una volta fatta ci permette di fare un passo successivo, osare e andare oltre a quello che abbiamo sempre annunciato con le parole.
L'azione, quella cosa che ci espone e ci rivela chi siamo veramente. La percezione di noi a parole è diversa dalla risposta data dall'azione. Noi siamo quello che facciamo.
Le elucubrazioni mentali non servono, la nostra mente vuole alimentasi e allenarsi con i risultati ottenuti dalla combinazione mente-corpo. Dico- faccio- penso. Se non si attiva questa combinazione si rimane monchi. La frustrazione, quel senso di disagio tra aspettativa e realtà ci demotiva. Ma, per fortuna, cambio auto, cellulare multi funzioni e vestito nuovo, il momento frustrante è mitigato. Però quel senso di insoddisfazione ritorna, si presenta di nuovo.
Guardiamo dietro di noi e ci rendiamo conto il tempo che abbiamo perso in parole e propositi mai mantenuti. E' tardi. Allora ci si rifugia in altri pensieri, la bellezza della vita, la sua spiritualità. Bellezza della vita e spiritualità ci sono sempre, non devono saltar fuori quando andiamo in pensione o ci rendiamo conto che a livello di azione siamo o siamo stati scadenti.
Il l'equilibrio tra mente e corpo che ci rende vivi. E' l'equilibrio tra ciò che diciamo e facciamo che ci rende soddisfatti.
“Per prima cosa decidi cosa vuoi essere, poi agisci di conseguenza” Epitteto
Bene, cosa vuoi fare? Dillo-agisci-pensa!
Buon lavoro.