lunedì 13 maggio 2013
martedì 7 maggio 2013
Uscire dagli schemi
Quando
le idee sbagliate ingessano il cervello si blocca lo sviluppo.
Nuove
idee, nuovi modi di procedere o forse, cose scontate, che non si
fanno perché non ammettiamo di esserne incapaci
Schemi,
ci sono individui che hanno convinzioni dettate da ciò che in
famiglia o nella società gli hanno insegnato.
Pensano
per tramando, pensano per presupposti, pensano in modo confezionato.
Questo non è pensare!
Nelle
organizzazioni si lavora per caselline, organigramma, chi è in una
posizione deve fare quella cosa, ne di più, ne di meno. Un ring
mentale che soffoca il potenziale delle persone. Si pensa che alcune
attività le puoi svolgere solo se... è giù con le condizioni.
Convinzioni sbagliate sino a quando, la realtà, dura e cruda, ti
sveglia dal torpore mentale, sopito dai tuoi stereotipi, inebetito,
incapace di reagire a causa delle convinzioni tramandate e mai
ragionate in modo autonomo.
Uscire
da questa catalessi non è facile.
Ore
13.00 riunione del magazzino. Presenti titolari e ragazzi (operatori)
del magazzino. Ordine del giorno “si intravvedono difficoltà, come
reagire”
Già
é strana la riunione indetta. I magazzinieri devo fare i
magazzinieri, le strategie e i modi sono di competenza dei managers
illuminati.
La
titolare, unica donna del gruppo esordisce : “Liberi di parlare,
dobbiamo ricercare insieme delle idee. Dalle idee passeremo
all'analisi di fattibilità”.
A
quel punto ognuno ha espresso la propria opinione.
Ore
14,15. Riunione conclusa. Risultato, alcune idee e azioni da
praticare nel breve.
La
settimana successiva arrivo presso l'azienda, sono in anticipo voluto
per applicare la tecnica del FBL (chi ha lavorato con me sa cosa
intendo).
Nel
magazzino, depositati a terra, vedo prodotti differenti da quelli
comunemente movimentati.
Rimango
in silenzio, non faccio domande, intanto, alle mie spalle sento che
si avvicina uno dei magazzinieri e ....
Questo
racconto, reale e per me molto formativo, lo trascrivo a puntate
perché il suo divenire è ancora in atto. Certo è, che quello che
sta succedendo è roba da fuori di testa, fuori dagli schemi, fuori
dal consueto. Diciamo che è quella faccenda che si racconta
sui testi organizzativi e si espone con fervore orale
durante i corsi, quella faccenda che si desidera, che si sa che è
cosa buona, ma non si applica mai perché il nostro cervello è nel
ring dell'abitudine, dei buoni propositi mai espressi nella realtà.
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Indurre al pensiero di R. Pezzin
mercoledì 13 marzo 2013
Imbottiti di nozioni ma fermi nell'azione. Questo ai miei ragazzi non succede!
Speranze,
propositi, momenti euforici nei quali si pensa “posso fare”,
pianificazione di progetti, tentativi e poi, il vuoto. Quel vuoto da
colmare con attività futili atte a riempire quella sensazione di
incapacità nell'affrontare ciò che si desidera. Affrontare, andare
incontro con coraggio.
Decidere
di fare!
Ma
la faccenda è complicata e per evitare di ammettere la propria
incapacità si spiattella un catalogo di alibi.
Alibi
che ci accompagnano e ci scusano per tutta la vita. Poi, in riunione
sulle panchine di Sanremo, (chi ha lavorato con me sa cosa
intendo) si dirà: “Se tornassi indietro, se avessi fatto,
se...”
“Abbiamo
le conoscenze per fare ciò che desideriamo ma c'è qualcosa che...”.
Quel
qualcosa siamo noi!
Noi,
pieni di paure e freni che, se ci chiedessero di spiegare, non
sapremmo da che parte iniziare.
Allora?
Allora
basta! Cominciamo a reagire e agire! Cominciamo ad affrontare con
coraggio, perseveranza e entusiasmo quello che abbiamo deciso di
fare.
Fare
quella cosa che ci piace e ci fa sentire bene.
Allenare
la mente ad utilizzare ciò che si conosce!
Conoscenza
e preparazione sono pronte, adesso sta a noi decidere se metterle in
pratica.
Trasferire
questi concetti, per chi si dedica alla preparazione mentale delle
persone, è difficile. Ti attrezzi con testi, argomentazioni floride
di parole chiave, esempi a prova di bomba, lucidi, slides,
testimonianze ma sai, in cuor tuo, che è tutto inutile. Chi ti
ascolta accetta verbalmente ciò che dici perché è bello e sarebbe
interessante poterlo fare. Così, tutti d'accordo sui concetti, ci si
dimentica che bisogna praticarli. Così facendo ci alimentiamo di
conoscenze, conoscenze che condividiamo in astratto. Arriva il
momento di fare, abbiamo le conoscenze ma...davanti all'azione siamo
inchiodati. La nostra mente non è allenata a sufficienza. La nostra
mente ci frena.
Ecco
perché, una volta spiegato tecnicamente (acquisizione delle
conoscenze) mi ritrovo sul greto di un torrente con i piedi nudi
affondati nella neve. Devo immergermi nell'acqua nudo, solo io e
quello che mi circonda. Conosco il modo e conosco le conseguenze.
Cosa mi trattiene nel buttarmi in acqua? Se in aula ero d'accordo
sull'atteggiamento mentale per affrontare le cose, perché adesso
resisto?
Chiudo
salutando il gruppo di giovani con i quali ho lavorato nei giorni
scorsi. Ragazzi, abbiamo fatto cose strane e anche al limite,
attività che non fanno parte della vostra professione, ma vi chiedo
di affrontare le questioni che si presenteranno nel corso della
vostra vita lavorativa, con lo stesso atteggiamento mentale con il
quale avete affrontato le attività in outdoor.
Quell'atteggiamento
mentale che dà valore aggiunto sull'azione da intraprendere.
Avete
dato il massimo, non perdete lo spirito che ci ha guidati. E
ricordate la battuta “taca...!!!!” Sempre!
martedì 19 febbraio 2013
Tour Tecnico
Siete invitati a partecipare al Tour Tecnico.
Il Tour Tecnico è una visita presso le location che ospitano seminari, corsi di formazione, ritiri ed eventi.
Durante la visita si espongono le metodologie applicate, utilizzando la matrice SWAT.
Il tour è riservato a: titolari d'impresa, responsabili risorse umane, responsabili formazione, formatori.
Tour “presa diretta” del 09.03.13
Partecipare a questo tipo di tour, significa assistere “in diretta” ad una attività outdoor, in pieno stile IterFormo.
Data: 09.03.13 pomeriggio.
Gli interessati devono arrivare autonomamente presso IterFormo, entro le 14.00 del 09.03.13.
Conferme entro il 28.02.13.
Tour Tecnico del 10.04.13
Presso Iterformo, Centro di Formazione Residenziale in Rimella (VC).
Durante la permanenza al Centro verrà presentata anche la location marittima “La Madonnina” in Follonica.
Partenza da Busto Arsizio con nostro servizio navetta ore 9,30, rientro ore 17,30. Numero posti limitati.
Conferme entro il 20.03.13. Per maggiori informazioni potete contattarci ai nostri recapiti.
lunedì 17 dicembre 2012
Auguri di Buone Feste
Io
e tre soci, tema: “Come augurare buon natale ai collaboratori?”
Le
idee, quando si pianificano queste attività sono tante, ma non
sempre di vera novità motivante, quindi, il lavoro si fa duro.
Escludiamo
il classico panettone con bottiglia, escludiamo la cena di fine anno,
escludiamo i buoni relax in una SPA, escludiamo premi in danaro. Dopo
un pò, tra proposte ed esclusioni, ecco il socio silenzioso che,
con un gesto della mano chiede parola. “Quest'anno, nonostante la
crisi, dobbiamo dire che abbiamo retto il colpo, abbiamo lavorato
senza ricorre ad alibi. Questo lo dobbiamo comunicare alle aree della
nostra organizzazione. Come? Con una lettera indirizzata ad ogni area
aziendale, dalla reception alla produzione compreso il magazzino”.
Perfetto!
Una
lettera, non si usa più, ma una lettera, ben articolata, ha sempre
il suo valore.
Così
abbiamo iniziato a lavorare sui contenuti, con dati e fatti accaduti,
che hanno permesso di superare ostacoli. Abbiamo ringraziato i
componenti del gruppo di lavoro relativo a quell'area, avvertendo che
lo stile adottato non può essere abbandonato nel corso dell'anno
entrante.
La
perplessità, anche se pensavamo potesse essere la strada giusta,
navigava nelle nostre menti.
Perplessità
svanite dalle prime e-mail di ringraziamento ricevute dai
collaboratori ai soci.
La
lettera, con il vero sapore di missiva d'altri tempi, spedita alla
reception era articolata così:
“I
clienti che hanno varcato la nostra porta, si sono sentiti a loro
agio perché, con il giusto modo di fare, li avete predisposti ad
incontrare la nostra azienda con serenità. Un
semplice buon giorno e un ben arrivato, sono i primi strumenti di una
buona relazione. Un grazie anche da parte nostra come proprietà,
arrivare al mattino e sentire dal vostro saluto che possiamo contare
su ....”
Nelle
altre missive si sono elencati i dati quali/quantitativi delle
performance raggiunte con un ringraziamento allo sforzo psico/fisico
espresso dai componenti del gruppo di riferimento.
Quanto
avvenuto da questa esperienza forse un po' atipica, mi fa pensare al
valore dell'impresa e degli imprenditori che si sono dedicati a
questo. Era più facile regalare un panettone, hanno scelto di
parlare ai loro “ragazzi”. Hanno scelto di raccontare e fornire i
motivi per i quali la battaglia del 2012 è stata combattuta.
Rientrando,
dopo aver letto alcune e-mail di ringraziamento, ho pensato:
l'azienda si alimenta con il confronto, con le idee e la dedizione di
ognuno. Banale, ma vero!
lunedì 17 settembre 2012
Si può fare! dedicato a tutto lo staff di "La bella e la bestia"
Vederli sorridenti e soddisfatti che s'inchinavano davanti
al loro pubblico per ricambiare gli applausi scroscianti, mi piaceva, anzi,
provano una forma di eccitazione rivoluzionaria.
Mi ripetevo:- Sì! Si può fare!
Si può fare cosa?
Di tutto, quel tutto che serve, a far esplodere energia,
energia e pensiero in tutti noi.
Vado al fatto.
Spettacolo “La bella e la bestia” dove? All'oratorio di
Bellinzago!
La quantità di persone presenti può fare invidia a qualche
professionista del settore spettacolo.
Gli attori? Giovani non professionisti ma professionalmente
preparati!
2 anni di preparativi e prove, si sono fatti il mazzo, ma è
giusto, lavorare assieme per tanto tempo e con un obiettivo comune si imparano
tante cose.
Il loro impegno, la loro dedizione si trasforma in realtà,
una realtà che racconta che i giovani non sono come a volte si descrivono
mentre si sorseggia da un bicchiere di vino nero e si sparano sentenze a
manetta.
La rivoluzione sta nelle azioni. Fare, coinvolgere,
dimostrare che l'impegno paga sempre, rifuggire dalle chiacchiere, dai teoremi
astratti di concetti mentali che, in ultima analisi, non sono altro che parole
da finti intellettuali o moralisti che hanno voglia di ripulirsi.
Mi è stato detto: Non tutti i giovani sono così attivi e propositivi!
Vero, e mi dispiace per loro! Il fatto sta nelle scelte, ci sono tante proposte
nelle quali si possono mettere in risalto talenti e propensioni, sta ai giovani
scegliere, non possono solo valutare l'ultima offerta tecnologica, l'ultima
ondata di moda, la scelta del locale nel quale passare alcune ore di
divertimento....
Una volta nel gregge è inutile che abbai: scodinzola!
Anton Cechov
Anton Cechov
Scegliere e decidere è difficile, ma non per questo si deve
scegliere e decidere sulle cose o faccende più semplici e, a volte, inutili per
la propria crescita.
Ecco la rivoluzione!
Sviluppare qualcosa per se (gratificarsi) che sia di
supporto e utile agli altri. Se traduciamo questo in un concetto matematico
abbiamo fatto bingo. Io sto agli altri come gli altri stanno a me. Perfetto!
Continuate ragazzi, non è tempo perso, raccontate con le
vostre gesta che se si vuole, si può!
Vi auguro che lo spirito di rivoluzione rimanga sempre
dentro di voi, perché il rischio è sempre in agguato... cercava la rivoluzione
e trovò l’agiatezza.
Leo Longanesi
Leo Longanesi
Per fare qualcosa di utile non occorrono giovinezza e
sfrontatezza, occorre solo passione e desiderio. Sì, si può fare!
venerdì 6 luglio 2012
L'imprenditore di altri tempi...
...quello
che veniva definito il Padrone quella figura odiata e amata a seconda
delle esperienze dirette vissute.
Bene,
in questi giorni mi è successo qualcosa che mi ha riportato a quei
tempi.
Racconto
senza menzionare nomi e marchi per motivi comprensibili ma il fatto è
realmente accaduto
Incontro
i soci di una azienda decisamente attiva che, in questi momenti di
chiari di luna è difficile incontrare. In questi periodi
s'incontrano persone che piangono, accusano, attendono, guardano al
passato e perdono le forze per il futuro.
Riunione
di riordino idee e basi per modificare l'assetto organizzativo.
Inizio ore 19.30 termine circa le 23. Riporto l'orario per far capire
che se durante il giorno tutti sono molto impegnati vale la regola
che, se sono “sul pezzo”, posso gestire il tempo e non il tempo a
gestire i miei impegni. Ma anche questa è un'altra storia.
Torno
alla riunione
Propongo
di apportare cambiamenti all'operato di un loro collaboratore. Finita
la mia esposizione uno dei soci mi guarda e inizia così:- E' giusto
che tu sappia! Mi racconta la difficoltà che il collaboratore sta
vivendo, difficoltà che vanno dalla situazione finanziaria, ai
rapporti famigliari, in definitiva un bel casino.
Penso:
“cazzo un bel casino, il collaboratore mi sembrava valido”. Il
socio mi racconta che per due mesi ha parlato con lui, ha coinvolto
la famiglia aiutandola anche economicamente, ha guidato gli sviluppi
e seguito con consigli.
Il
socio aggiunge: è una brava persona, ha sempre lavorato bene e con
buoni risultati, ha creduto nell'azienda, disponibile ai bisogni
organizzativi e creativo al momento giusto, ha fatto cazzate ma non
potevo lasciare andare tutto questo.
Il
padrone! Molti stanno pensando che il gesto di aiuto sia
esclusivamente legato all'interesse del padrone che vuole sempre
guadagnare sulla pelle degli altri, errore clamoroso. Al
collaboratore, ancora insolvente nei confronti del prestito e non
ancora in una posizione di soluzione al caso, è stata offerta una
seconda opportunità. L'azienda ha tutto quello che serve per
sistemare la situazione del collaboratore, per esempio, chiudere un
rapporto senza perderci, ma ha scelto, la seconda possibilità.
Una
possibilità che permette di recuperare una persona. Una persona che
può fare sbagli ma non per questo si deve far finta di niente sui
meriti. Morale, il collaboratore sarà investito di nuove
responsabilità nel gruppo. Al collaboratore si dirà in modo chiaro
il perché della scelta e cosa ci aspetta da lui. Il padrone! Pensare
che molti manager o titolari non avrebbero investito nemmeno 3 minuti
del loro prezioso tempo per gestire la questione. Avrebbero optato
per soluzioni più distaccate, soluzioni che non andavano ad
impegnare più di tanto. Invece, l'imprenditore, socio di un'azienda
che sta crescendo anche in questi momenti di difficoltà generale,
pensa agli investimenti materiali e umani.
Rientrando
a casa, con velocità di crociera tipica di chi pensa e si emoziona,
ho avuto una visione. Un imprenditore di altri tempi, criticato,
amato e odiato. Un'imprenditoria che, con tutti i difetti, ha fatto
impresa e nella sua impresa lavorano PERSONE
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